Lelio Finocchiaro.
Vive a Lipari, sposato, due figli che lavorano nella sua farmacia. Due lauree, in Chimica e in Farmacia, ma ha compiuto studi classici; da sempre un curioso appassionato di storia antica e medioevale. Ha pubblicato Briciole di storia poi Nel 2016 Briciole di storia I e nel 2018 Briciole di storia II; oltre i libri di storia ha pubblicato il noir “Le due liste” ed oggi l’ultima opera edito da Epigraphia: “The New Beginning, Il Nuovo Inizio”
- Come è nata l’idea di questo libro “The New Beginning” così lungimirante e premonitore e soprattutto in che periodo l’ha scritto?
Mi è sempre piaciuto leggere la storia e chiedermi se determinati eventi, trasportati al giorno d’oggi e con le debite proporzioni, avrebbero gli stessi effetti, o se invece dalla storia siamo stati capaci di trarre quegli insegnamenti che potrebbero servire a vivere meglio nella società attuale.
In realtà il libro è stato scritto nel 2019, quindi prima della pandemia da Corona virus, e perciò la premonizione è stata del tutto casuale. Se avessi la capacità di influenzare il futuro, scriverei di sole, mare e belle donne. Di cose piacevoli, insomma.
- Quanto questo libro si può definire fantascientifico, visto che ha delle nozioni storiche molto ben delineate, e quanto prende spunto dalla realtà? Deduco che per Lei la storia abbia un’importanza fondamentale per capire quello che viviamo. È così?
I miei riferimenti storici riportano fedelmente quanto accaduto in passato.Le disgrazie che hanno colpito i nostri avi erano dovute essenzialmente all’ignoranza scientifica, alla mancanza di igiene e di regole sociali mirate. Quelle che ci colpiscono oggi, malgrado il miglioramento delle norme igieniche e la presenza di indicazioni sociali nei paesi più avanzati, scontano l’errore di volere “divorare il tempo rincorrendo il futuro”, imprimendo al progresso una rapidità, o meglio dire una voracità, che trascura le ripercussioni ambientali, veda ad esempio lo smaltimento dei rifiuti o il consumo mondiale della plastica e i conseguenti effetti sugli equilibri totali del nostro pianeta che, in qualche modo, all’inizio subisce, ma che poi è costretto a reagire. Come dico nel libro, “Troppi sconvolgimenti in troppo poco tempo”.
- Qual è il legame tra la peste del 1347 che i protagonisti sono chiamati a ricreare in laboratorio e la situazione attuale del coronavirus? Anche per il covid-19 teorie complottistiche affermano che sia nato in laboratorio. Lei cosa ne pensa?
Nel XIV secolo il rimedio contro la peste nera, visto il fallimento delle preghiere e della medicina, era l’isolamento.. lo svuotamento delle città e la fuga nelle campagne. Non c’era altro da fare. Oggi, negli anni 2000, con la nostra prosopopea di “uomini moderni”, non siamo stati capaci di fare nulla di diverso. Il lock-down dovrebbe insegnarci qualcosa, ma dubito che l’uomo, che non ha imparato la lezione in settecento anni, diventi ora improvvisamente saggio. Troppi interessi contingenti, troppe industrie desiderose di realizzare molto e subito. Troppi governi coinvolti. Ovviamente non sono un virologo e ,a quanto pare come loro, non so dove sia nato il virus però, da un punto di vista puramente letterario, l’idea che alla base ci possano essere delle manipolazioni umane nonchè delle manovre complottiste è sicuramente molto affascinante. Fa venire molte idee e sicuramente contribuisce ad aprire gli occhi e guardarsi meglio attorno.
- Secondo Lei, quanto la società in cui viviamo, con i suoi vari scombussolamenti e problematiche attuali, dovrebbe trovare un nuovo equilibrio o come ci suggerisce il titolo del libro, un nuovo inizio?
Questa domanda sì che comporta una risposta fantascientifica! Mi piacerebbe potere dire che basterebbe fare un po’ di questo e un po’ di quest’altro per sistemare le cose, ma purtroppo non la penso così. Non lo vedo proprio il genere umano fermarsi a cancellare quanto di negativo per ricominciare con un nuovo inizio, anzi, tutt’altro. Non ho idea di dove ci condurrà l’insistere con comportamenti sbagliati, né in quanto tempo. Personalmente non la vedo bene. E sicuramente c’è molto spazio per momenti fantascientifici i quali, a volte, possono, col senno di poi, apparire profetici.
- Ci parli dei suoi progetti futuri? A cosa sta lavorando?
Si sarà capito che io amo guardare argomenti storici del passato con gli occhi di oggi. Anche il libro che sto attualmente scrivendo si appoggia ad una architettura simile. Ho comunque appena terminato un libro completamente diverso. Si tratta di un libro fotografico su un artista che ha operato a Messina nel dopo-guerra, e che si è cimentato, tra l’altro, nel disegno nella scultura e nel restauro. Messina mostra tutt’ora molte opere di questo artista a suo tempo molto amato e oggi dimenticato. L’ho fatto perchè l’artista in questione è mio padre e perchè in un certo senso sentivo di aver un debito con lui. Descrive una Messina che non c’è più, quando la città era un calderone di attività culturali , sportive, musicali e non solo. Quelle che diedero origine al fenomeno della “messinesità”. Anche qui un po’ di memoria storica, insomma.
